Mentre i prestiti bancari sono comunemente utilizzati dagli investitori interessati alle cedle per ammortizzare i portafogli quando i tassi di interesse sono in rialzo, essi possono essere molto più versatili secondo Cheryl Stober, product manager del team Loomis Sayles Bank Loans. In questa intervista, Cheryl Stober identifica diversi motivi per cui gli investitori non dovrebbero trascurare questa asset class nel 2019.

Alcuni investitori dicono che siamo una fase avanzata nel ciclo economico per investire in prestiti bancari. Qual è il tuo punto di vista?

Riteniamo di essere attualmente nella fase espansiva del ciclo del credito - non alla fine del ciclo e certamente non nella fase di recessione. La crescita negli Stati Uniti è attualmente del 2%-2,5%. Una crescita lenta è tipicamente positiva per i prestiti bancari. Manteniamo una visione sana dei fondamentali delle imprese e continuiamo a pensare che sia un buon momento per concedere prestiti alle imprese americane. Inoltre, con una vita media di 3 anni, i prestiti bancari hanno un orizzonte di investimento a breve termine.

Perché gli investitori dovrebbero considerare la possibilità di aggiungere una componente di prestiti bancari ai propri portafogli?

Ci sono diverse ragioni. In primo luogo, dato il contesto generale di basso rendimento, i prestiti bancari offrono attualmente un significativo rialzo dei rendimenti rispetto a molti altri settori del debito. In secondo luogo, possono fornire un'esposizione al credito aziendale con minore sensibilità ai tassi di interesse in un contesto di tassi in rialzo. In terzo luogo, i prestiti bancari sono tipicamente concessi a società con rating inferiori all'investment grade, ma sono senior nella struttura capitale, garantiti dagli asset societari del debitore, fornendo una sicurezza aggiuntiva in una potenziale fase di calo del credito. Infine, i prestiti bancari hanno storicamente una bassa correlazione con i tradizionali mercati azionari e obbligazionari e possono contribuire a diversificare le fonti di rischio del portafoglio.

Ed a riguardo del rischio di insolvenza nel mercato dei prestiti bancari?

Il rischio di insolvenza è quasi interamente legato al rimborso del capitale, in quanto gli interessi sono generalmente di modesta entità. Pertanto, prestiamo molta attenzione ai tempi di scadenza sul mercato dei prestiti bancari. Con meno di 35 miliardi di dollari in scadenza prima della fine del 2020, è probabile che i tassi di insolvenza restino al di sotto del tasso medio storico a lungo termine del 2,5%. In caso di insolvenza, i prestiti bancari recuperano in genere da 70 a 80 centesimi di dollaro, ossia da 20 a 50 centesimi in più del tasso medio di recupero delle obbligazioni ad alto rendimento.

Che cosa è attualmente più attraente per il team, i prestiti bancari o il mercato high yield?

Continuiamo a preferire i prestiti bancari alle obbligazioni high yield. Anche con la flessione del mercato alla fine del 2018, non vediamo molte opportunità nella parte a breve duration dello spazio high yield. Il nostro team globale di asset allocation ha previsto rendimenti leggermente superiori sul mercato dei prestiti bancari rispetto all’high yield per i prossimi 12 mesi. Quindi non pensiamo che i rendimenti siano abbastanza convincenti per essere più junior nella struttura capitale e non garantiti.

In che modo la politica dei tassi di interesse della Federal Reserve potrebbe influire sui prestiti bancari?

Il nostro macro team prevede un rialzo nel 2019 e una per il 2020. Gli aumenti dei tassi sono positivi per l’asset class dei prestiti bancari, in quanto i prestiti sono a tasso variabile e le cedole aumenteranno con l'aumento dei tassi, mentre i prezzi rimarranno invariati. Anche se è difficile prevedere quanto rifinanziamento ci sarà nel 2019, ci aspettiamo che solo una parte di ogni rialzo dei tassi venga trasferita ai nostri investitori, in quanto le aziende continueranno a rifinanziare dove possibile e ad abbassare gli spread offerti al di sopra del LIBOR. È anche importante notare che c'è tipicamente un ritardo prima di vedere l'aumento delle cedole, a causa della natura di acconto degli interessi a tre mesi.

Potete parlare dell'emissione di prestiti "covenant-lite" e dei suoi effetti sul mercato?

I finanziamenti "Covenant-lite", termine che tipicamente si riferisce alla mancanza di clausole di manutenzione finanziaria, continuano ad essere l'argomento più discusso sul mercato dei prestiti bancari. Ci sono molte idee sbagliate sui prestiti covenant-lite, che rappresentano l'80% del mercato complessivo dei prestiti. Nel nostro nuovo rapporto, Loomis on Loans, incoraggiamo gli investitori a guardare oltre questa etichetta eccessivamente semplicistica. Naturalmente, ci sono prestiti con pacchetti di clausole migliori e peggiori per ogni ciclo di credito, e descriviamo in dettaglio alcuni delle clausole specifiche in Loomis on Loans.

Quali rischi state tenendo d'occhio?

Il mercato retail e la sanità sono al centro dell'attenzione. Valutiamo le aziende di questi settori uno ad uno ad uno per vedere quali saranno in grado di resistere ai cambiamenti in atto in questi settori. Per quanto riguarda il contesto regolatorio, non ci sono motivi di preoccupazione che potrebbero turbare il mercato in questo momento. Questo non è il contesto che abbiamo visto all'inizio del 2016, dove il mercato si è assunto rischio CLO di retention (che da allora è stato ribaltato). Infine, siamo sempre alla ricerca di un altro trade risk-off - che riteniamo possa essere motivato da eventi geopolitici - e speriamo che possa offrire opportunità di acquisto.

Infine, come possono i prestiti bancari fungere da diversificatori di portafoglio?

Come ho detto prima, i prestiti bancari sono più di uno strumento a tasso variabile. Si tratta di un'altra forma di investimento del credito e potrebbe fornire qualche beneficio, entrando in una fase avanzata del ciclo del credito.
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