La situazione relativa al COVID-19 coronavirus1 resta fluida. Le segnalazioni di nuovi casi in Italia settentrionale, Iran, Corea del Sud, Giappone e Singapore hanno probabilmente causato il sell-off del mercato del 24 febbraio. Nel frattempo, ci sono prove di un calo dei nuovi casi nella provincia cinese di Hubei - l'epicentro dell'epidemia - anche se rimane un certo scetticismo sulla metodologia dei dati e sulla reportistica.

Reazione tardiva del mercato?
C’è stato troppo ottimismo sui mercati per quanto riguarda il rischio e l'impatto del COVID-19? Forse. Forse no. Ma l'aumento di nuovi casi al di fuori della Cina ha causato un cambiamento d’umore. I dati della National Association of Active Investment Managers, Investors intelligence e della American Association of Individual Investors del 21 febbraio suggeriscono che l’umore degli investitori resta ottimista, ma lontani dall’euforia. Ciò non toglie che potrebbe peggiorare.

Ripensare l'impatto del COVID-19
Mentre l’azionario - in particolare quello tecnologico e internazionale – continua a vedere flussi in entrata, i mercati resteranno probabilmente sull’attenti fino a quando non ci saranno forti prove sul contenimento del virus. Non sorprende che la notizia della diffusione del virus in Europa e altrove in Asia non abbia contribuito a placare i timori. Il risultato? Il rialzo del mercato a breve termine potrebbe essere contenuto, con un maggiore rischio di ribasso poiché i mercati riconsiderano l’impatto globale di questa epidemia.

Prescrizioni, placebos e risposte politiche
Il COVID-19 sta producendo uno shock economico globale che sta sconvolgendo sia la produzione che i servizi - il risultato di impatti negativi sull'offerta e sulla domanda. Continuiamo a credere che lo stimolo proveniente delle banche centrali, unito a condizioni finanziarie favorevoli, contribuirà a risollevare lo scenario economico globale. Tuttavia, man mano che la fiducia svanisce a causa del virus, questi fattori potrebbero diventare meno supportivi. In altre parole, se si è preoccupati di contrarre il virus, si diventa reclusi. La possibilità di finanziamenti più economici per acquistare una casa o un'automobile diventerà meno importante.

Inoltre, se da un lato le condizioni finanziarie più permissive possono aiutare a sostenere le problematiche legate alla domanda, dall'altro fanno molto meno per sostenere le preoccupazioni legate all'offerta. Poiché vengono segnalati casi in Europa, gli investitori dovrebbero considerare quali opzioni di politica monetaria restano a disposizione della Banca centrale europea (BCE), in particolare in un contesto pressoché recessivo in alcuni paesi. La Bce ha già portato i tassi di interesse sotto lo zero.

Una leva politica che la Cina ha sfruttato in passato per aiutare la crescita è stata attraverso misure d’intervento sulla valuta. Qualsiasi debolezza dello yuan cinese (CNY) ha il potenziale per sostenere le esportazioni cinesi man mano che le catene di fornitura tornano online dopo l'epidemia. Se da un lato ci aspettiamo che lo yuan sarà gestito con diligenza, dall'altro è probabile che una svalutazione totale sia improbabile. Gli investitori dovrebbero rimanere consapevoli del fatto che un CNY più debole potrebbe esercitare pressioni su altri mercati emergenti in Asia affinché seguano l'esempio, creando un rischio per gli investitori in dollari statunitensi, il cui debito diventerebbe più costoso.

I confronti tra le crisi (e la direzione da seguire)
Crediamo che i parallelismi tra la COVID-19 e la crisi finanziaria globale del 2007-08 siano drasticamente esagerati. I principali intermediari finanziari sono ora in condizioni molto migliori - altamente capitalizzati, sottoposti a maggiore controllo, e con posizioni proprietarie limitate. Allora, il “deleveraging” forzato fu la causa dietro i massicci ribassi– ma questo non sussiste oggi. Mentre il cambiamento nel sentimento di mercato a cui stiamo assistendo è preoccupante, crediamo che la vigilanza - e non il più totale pessimismo - sia in controllo. Con l'evolversi della situazione, è importante non sottovalutare i costi umani del COVID-19. Dal momento che gli sforzi lodevoli per combattere e contenere la malattia continuano, la carenza di titoli disponibili potrebbe aiutare a evitare qualsiasi importante svendita del mercato.

Implicazioni per gli investitori
In questo contesto, il detto "Il diavolo che conosci è meglio del diavolo che non conosci" è sicuramente applicabile. Ai mercati non piace l'incertezza, e il risultato per il coronavirus rientra esattamente in questa categoria. I potenziali scenari di risposta del mercato restano condizionali alle nuove informazioni. Cosa ancora più importante, il mercato vorrà vedere le prove del contenimento del virus. Ciò garantirebbe minore incertezza sull'economia globale, contribuendo a ripristinare la fiducia degli investitori e favorendo la propensione al rischio.

La forma che assumerà la ripresa resta una funzione dell’incertezza – finché la durata dell'incertezza persiste, i mercati potrebbero passare da una ripresa a forma di V, di U, di W, di L. Più a lungo si protrae l'incertezza, maggiore sarà il danno reale per l'economia reale, che di conseguenza porterà i prezzi degli asset in rivalutazione.

Ecco alcune cose da considerare dal punto di vista del posizionamento del portafoglio/dell'asset

Rischi:

  1. Ground zero
    La Cina è al centro dell'epidemia e molto probabilmente vedrà una più ripida revisione dei prezzi. Si tenga a mente, tuttavia, che le entità supportate dal governo e gli acquisti patriottici – insieme al divieto di vendita allo scoperto – hanno recentemente sostenuto i prezzi domestici. (Si pensi alle Azioni cinesi di classe A)
  2. Impatto da derivata prima
    Si consideri la probabilità che le località prossime alla Cina - o che fanno una buona quantità di affari con la Cina - saranno penalizzate. (Pensate alla Corea.)
  3. Trade affollati
    Le posizioni che di recente hanno visto molti investitori avvicinarsi, tendono a vedere gli stessi investitori uscirne con la stessa rapidità. (Pensate al settore tecnologico.)
  4. Fondamentali deboli
    Consideriamo quelle regioni dove le prospettive economiche sono state fragili ma con una ripresa economica all’orizzonte. (Pensiamo al Giappone e all'Europa.)

Opportunità:

  1. Aree di relativa forza
    L'economia statunitense è entrata in questa volatilità in una posizione molto più forte rispetto a molte altre regioni sviluppate. Alla base della storia di crescita recente degli Stati Uniti, un consumo forte, sostenuto da un mercato del lavoro solido e da salari in aumento. Questo punto di partenza fornisce un cuscinetto che potrebbe aiutare ad assorbire l'incertezza economica.
  2. Risposte di politica monetaria
    La Fed americana ha ancora la capacità di tagliare i tassi di interesse per compensare qualsiasi debolezza economica. Anche molte economie emergenti hanno un margine di manovra, dato che la maggior parte delle economie emergenti detiene ancora tassi reali più elevati che possono essere abbassati per stimolare la crescita.
  3. Risposte di politica fiscale
    Diversi governi dei mercati emergenti hanno indicato piani per aumentare la spesa fiscale al fine di far ripartire la crescita.

La prospettiva rischio-centrica
In tempi di elevata incertezza e maggiore volatilità, la gestione del rischio diventa un imperativo. Siamo entrati all'inizio dell'anno con prospettive ottimistiche sull'economia statunitense e globale e con la continua ripresa. Questa prospettiva è stata ora certamente ritardata. Che venga o meno deragliata è ora la questione più importante. Alla luce di questi sviluppi, il contenimento del rischio sembra certamente appropriato. Fino a quando non emergerà un risultato più chiaro, preferiamo giocare in casa. Per riflettere questo filosofia, abbiamo ridotto la nostra esposizione azionaria e aumentato la nostra esposizione verso asset rifugio.
1 Il termine "coronavirus" si riferisce a una famiglia di virus che causano malattie mortali nei mammiferi e negli uccelli. Possono essere trasmessi agli esseri umani e sono potenzialmente mortali. Altri esempi comprendono la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS).

Questo materiale è fornito a scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come consulenza in materia di investimenti. Le opinioni e i pareri espressi possono variare in base al mercato e ad altre condizioni.

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