La pandemia di COVID-19 ha generato alcune delle sfide politiche, sociali ed economiche più complesse almeno dell’ultimo secolo, ma il nostro consiglio agli investitori, in questo inizio d’agosto, è di restare sul semplice. È importante ricordare che la risposta globale in termini di politiche monetarie e fiscali volte a sostenere l’economia non ha precedenti, e che rispetto ai giorni drammatici di marzo sono stati compiuti grandi passi in avanti. È improbabile che l’impennata di casi di COVID-19 registrata negli Stati meridionali e sud-occidentali degli Stati Uniti durante l’estate ed il nuovo aumento dei contagi in alcune regioni europee ed asiatiche ci facciano ripiombare nei momenti più bui della crisi pandemica.

Alcuni settori dell’economia statunitense, in particolare la distribuzione al dettaglio, l’ospitalità e l’intrattenimento, hanno subito danni significativi ed è probabile che continuino a soffrire. Mentre alcune società in questi settori lottano per sopravvivere, l’ingegnosità e la capacità di adattamento rimarranno all’ordine del giorno. Su altri fronti, continuiamo a riscontrare segnali di quella che potrebbe essere una ripresa economica più sostenibile. Ciò vale in particolare per i settori a più bassa intensità di manodopera e per quelli meno penalizzati dalle misure di distanziamento sociale, come i servizi finanziari, l’industria manifatturiera, la pubblica amministrazione e i servizi sanitari, che rappresentano complessivamente una quota più sostanziale dell’output lordo degli Stati Uniti.

È ancora la prima ondata
È importante sottolineare che l’aumento ampiamente pubblicizzato dei casi di coronavirus in Arizona, Texas e Florida non riflette una “seconda ondata”; piuttosto, è ancora la “prima ondata” che si sta diffondendo in aree in cui non si erano ancora registrati focolai significativi. Quella che potrebbe sembrare una sottigliezza è in realtà una distinzione significativa, e la risposta a questi nuovi aumenti dei contagi non offre indicazioni su come potrebbe essere una vera “seconda ondata” o su quale dovrebbe essere la risposta politica a tale evento. Con questo, non intendiamo sminuire la diffusione della pandemia di COVID-19 in tali aree, ma vogliamo sottolineare la natura concentrata dei focolai.

Inoltre, l’aumento dei casi nelle regioni meridionali e sudoccidentali degli Stati Uniti cela i progressi significativi compiuti nelle aree della costa orientale in cui si sono verificati i primi focolai. Un aspetto più importante per i mercati è che gli Stati che hanno registrato di recente un aumento dei tassi di positività dei tamponi – il che implica che l’incremento del numero di casi non è dovuto al maggior numero di tamponi effettuati – rappresentano solamente il 10% del PIL statunitense. Un numero limitato di Stati non rappresenta l’intero paese. Inoltre, ci sono dati (ad inizio agosto) da cui emergono segnali di una moderazione della crescita dei contagi negli Stati colpiti di recente dalla pandemia.

La risposta globale alla pandemia è straordinaria
Anche se gli investitori hanno sentito spesso questo messaggio, vale la pena ripeterlo ancora una volta: le politiche di supporto fiscale messe in campo a livello globale hanno una portata storica. Negli Stati Uniti, sono riuscite a gettare un ponte ai lavoratori e ai consumatori in lockdown, consentendo a molti di beneficiare di un aumento del reddito personale su base annuale. La combinazione tra sussidi in contanti, indennità di disoccupazione e Paycheck Protection Program ha contribuito a sostenere il reddito mediano delle famiglie statunitensi durante un periodo di crisi nazionale. In realtà, le vendite al dettaglio (ad esclusione delle stazioni di servizio) relative ad aprile sono tornate in linea con i trend dell’anno scorso. È un contesto in evoluzione, e occorrerà stanziare altri aiuti a favore dei governi statali e locali per mantenere il momentum positivo dopo la battuta d’arresto di marzo.

L’impegno dell’Europa in termini di misure di politica di bilancio volte a contrastare la pandemia è altrettanto importante. Dopo un lungo dibattito, i 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sul Next Generation EU, un fondo da 750 miliardi di Euro a sostegno della ripresa dalla crisi pandemica nella regione. Belgio, Francia e Regno Unito (non più uno Stato membro dell’UE) hanno annunciato politiche di supporto per un valore pari al 30% circa dei rispettivi PIL, mentre Italia e Germania si sono impegnate a garantire prestiti per quasi il 50% dei loro PIL.

Una migliore difesa
A inizio agosto, la pandemia di coronavirus ha già causato circa 151.000 morti negli Stati Uniti. È senza dubbio una tragedia nazionale. Tuttavia, ricordare le vittime e le loro famiglie è importante quanto riconoscere che gli operatori del settore sanitario americano continuano a dimostrare di poter gestire l’epidemia. Infermieri, medici, amministratori e operatori di qualsiasi categoria in prima linea sul fronte pandemico hanno salvato migliaia di vite e contribuito a dimostrare che il tasso di letalità del SARS-CoV-2 è inferiore a quanto si temesse inizialmente. Tutte queste persone meritano il nostro apprezzamento e il nostro ringraziamento – e ci hanno aiutato ad apprendere molto nei mesi successivi allo scoppio dell’epidemia.

Inoltre, ci sono segnali che gli atteggiamenti un tempo spavaldi e indifferenti alla gravità della malattia stanno cambiando e che il lavaggio delle mani, il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine cominciano ad essere diffusamente accettati come parte della “nuova normalità”. I commenti del Presidente Trump a supporto dell’impiego delle mascherine, e la sua decisione di indossarle più frequentemente in pubblico, aiuteranno a sostenere gli sforzi per appiattire la curva dei contagi a livello nazionale. Al 22 luglio, 32 Stati avevano adottato l’obbligo di indossare una mascherina, mentre erano solo 22 al 2 luglio. Rispetto ai primi mesi della pandemia, la politica riconosce ora unanimemente che gli assembramenti pubblici contribuiscono alla diffusione del contagio e dovrebbero quindi essere evitati.

Infine, proseguono gli sforzi globali per l’individuazione di un vaccino. Al 28 luglio, risultavano in fase di sviluppo circa 150 vaccini, 31 dei quali già in sperimentazione clinica – di cui 2 allo stadio finale. Questi sforzi sono un buon motivo per essere ottimisti, con l’avvertenza che qualsiasi farmaco giunga per primo al traguardo dovrà far fronte a nuove sfide legate alla produzione e alla distribuzione di massa. Anche se per alcuni vaccini attualmente in fase di sperimentazione è già stata avviata la produzione di massa, la produzione e la distribuzione di un singolo farmaco a livello mondiale richiederanno uno sforzo logistico formidabile.

Restare consapevoli del rischio
Sebbene la situazione rimanga fluida, crediamo che, salvo una sua evoluzione più drammatica, ad esempio con un aumento della letalità del SARS-CoV-2 o con rinnovate pressioni sui sistemi sanitari, entro la fine dell’estate vedremo una riapertura controllata a livello nazionale che proseguirà fino alla fine dell’anno e nel 2021. Le esperienze dei primi mesi del 2020 possono fornire potenzialmente indicazioni utili a gestire e contenere una seconda ondata significativa di casi nelle regioni più colpite, consentendo una graduale riapertura e il consolidamento di un nuovo stile di vita.

Il mercato azionario non è l’economia. Le principali società incluse negli indici di mercato non sembrano avere risentito significativamente della pandemia, e probabilmente hanno dimensioni sufficientemente grandi da poter svolgere un ruolo nel sostenere il mercato più ampio. Fatto ancora più importante, questo vigore si è diffuso dalle grandi società tecnologiche ed altri beneficiari immediati dell’economia della “nuova normalità” fino ad includere settori più sensibili al ciclo economico, un segnale importante dell’effettiva sostenibilità della ripresa dei prezzi degli asset. Inoltre, il numero di attività chiuse a causa del COVID-19 potrebbe essere in parte contenuto dall’attività di fusione e acquisizione, in un mondo in cui i manager in difficoltà sono alla ricerca di possibili acquirenti. Tra i rischi di mercato che continuiamo a monitorare figurano:

  • La faziosità politica attorno agli aiuti federali a favore delle amministrazioni statali e locali
    All’inizio di agosto, prosegue il dibattito in seno al Congresso sull’entità e sulla portata di ulteriori pacchetti di aiuti ai cittadini, ma la questione di come il governo federale possa alleviare i disavanzi di bilancio legati alla pandemia dei governi statali e locali rimane aperta. Stimiamo il loro fabbisogno in circa 550 miliardi di Dollari, e finora queste amministrazioni non hanno ricevuto nessun supporto. I governi statali e locali avranno bisogno di aiuto per assicurare il proseguimento di una ripresa economica sostenuta negli Stati Uniti. Con l’avvicinarsi delle elezioni di novembre 2020, il dibattito sugli aiuti finanziari rimarrà probabilmente acceso. 
  • Un aumento imprevisto e significativo dei tassi di letalità
    Come abbiamo già spiegato, ci sono prove che i sistemi sanitari sono in grado di gestire un numero elevato di casi di coronavirus in termini di cure mediche. Tuttavia, un aumento della letalità del virus potrebbe potenzialmente annullare i progressi compiuti finora.
  • Minori spese da parte di consumatori e imprese
    L’esperienza della pandemia di COVID-19 non ha confronti in un’economia moderna: nessuno può dire con certezza quale potrà essere l’andamento dei consumi nella fase di emersione dalla crisi, né può prevedere esattamente come potrà cambiare l’allocazione del capitale sul fronte delle imprese. Accantonando il dibattito attorno alla raccolta dei dati, il relativo miglioramento osservato sul fronte del mercato del lavoro da marzo è motivo di ottimismo, e il lento ma costante miglioramento della mobilità ad alta frequenza e dei dati sulla spesa per consumi continuano a suggerire un’economia in fase di ripresa.
  • Un deterioramento delle condizioni di liquidità
    Sebbene sia impossibile sapere esattamente quando o perché ciò potrebbe accadere, quanto visto all’inizio della crisi ha colto molti di sorpresa. La Fed rimane vigile e in modalità "whatever it takes" per evitare una stretta creditizia. L’azione della banca centrale americana ha avuto successo, il che è ammirevole. In realtà, crediamo che mercati ed investitori potrebbero continuare a sottovalutare la portata e l’entità storiche della risposta monetaria e fiscale alla pandemia di COVID-19 in tutto il mondo.
Continuare a lottare contro il coronavirus
Permangono molte incognite, e con esse molteplici rischi. La pandemia di COVID-19 ha cambiato drasticamente il nostro modo di vivere. Eppure, è stato fatto molto per affrontare la situazione, e questo lavoro prosegue. Indipendentemente dal fatto che si abbia una prospettiva positiva o negativa su quanto resta del 2020, crediamo che noi tutti guarderemo ai prossimi mesi con un po’ più di umiltà e gratitudine.

ITA COVID19 Dashboard Chart 1 2020 9
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Questo materiale è fornito a scopo puramente informativo e non deve essere interpretato come consulenza in materia di investimenti. Le opinioni e i pareri sono aggiornati al 31 luglio 2020 e possono variare in base al mercato e ad altre condizioni.

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