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5G è un termine generale che indica la connettività di nuova generazione tra i diversi dispositivi.

Rappresenta un balzo di capacità per l'economia connessa che, grazie al 5G, riesce a liberare le potenzialità dell'Internet of Things connettendo tutto, dai macchinari di produzione agli elettrodomestici, con una velocità e una capacità senza precedenti.

Karen Kharmandarian e Matthieu Rolin, Chief Investment Officer e Senior Portfolio Manager di Thematics Asset Management, parlano di come il 5G si appresta a rivoluzionare l'economia mondiale... e la nostra vita quotidiana.

Karen Kharmandarian

Chief Investment Officer
Thematics Asset Management

Matthieu Rolin

Senior Portfolio Manager
Thematics Asset Management

Non va dimenticato che, fino a pochi decenni fa, l'1G praticamente non esisteva. Adesso ci prepariamo invece agli effetti di primo e di secondo ordine del 5G che, in una logica di crescita esponenziale, appartengono a un ordine di grandezza superiore.

~ Karen Kharmandarian
Chief Investment Officer

Puoi spiegare che cos'è il 5G in maniera comprensibile anche per chi non ha dimestichezza con la tecnologia?

Matthieu Rolin
5G è il termine generale che designa le nuove norme della connettività su banda larga, in ambiente mobile e per altre applicazioni.

Pur non essendo una rivoluzione sul piano della capacità, rappresenta però un'evoluzione significativa in termini di larghezza di banda e di latenza. In altre parole, può essere considerato come un aumento significativo della quantità di dati che si possono scambiare e della velocità a cui vengono scambiati.

Con il 5G sarà possibile connettere un numero quasi illimitato di dispositivi, contrariamente a quanto avviene con il 4G, che ha una capacità più limitata. Rispetto al passato, la connettività sarà praticamente illimitata. Sarà infatti possibile connettere a una rete qualsiasi dispositivo per consentire l'invio e la ricezione di dati, idea conosciuta con il nome di Internet of Things (IoT).

Karen Kharmandarian
A questo riguardo, torna particolarmente utile l'analogia con il traffico. Metaforicamente parlando, si può dire che, con il 5G, sulla strada ci saranno più auto che potranno spostarsi più velocemente.

Il 5G rientra nella categoria delle tecnologie multifunzionali ed è quindi destinato a generare valore in una vasta gamma di settori già esistenti, anziché creare un settore attorno a sé. L'unione tra 5G, intelligenza artificiale e robotica dà origine a un insieme formidabile che offrirà capacità e livelli di approfondimento che, fino a poco tempo fa, rientravano nella sfera della fantascienza.

Una delle opportunità più significative è rappresentata dagli assistenti personali virtuali, capaci di "apprendere" in base alla quantità di dati raccolti. Per funzionare in sicurezza, i veicoli autonomi hanno bisogno di connessioni con una latenza bassa; è chiaro dunque che il 5G influirà sulla velocità della loro introduzione. Il 5G presenta inoltre un notevole potenziale per l'ampliamento della portata e del grado di sofisticazione della telemedicina e della formazione medica a distanza, ambiti diventati ovviamente più importanti nel corso di quest'ultimo anno.

Hai parlato del 5G come di un'evoluzione delle capacità. Pensi che rappresenti un salto equivalente a quello verificatosi tra le generazioni precedenti?

KK
Per sapere dove stiamo andando è indispensabile sapere da dove veniamo.

L'1G è stato la fase dei primi cellulari analogici, mentre il 2G si è caratterizzato per lo sviluppo di funzioni quali gli SMS, gli MMS e la commutazione digitale. Il 3G ha portato Internet e le videochiamate ed è stato accompagnato dallo sviluppo degli smartphone e di numerosissime nuove funzionalità. È stato in questa fase che i telefoni cellulari si sono trasformati in veri e propri personal computer portatili. Il 4G ha comportato un miglioramento della capacità consentendo, tra l'altro, lo streaming video mobile ad alta definizione e videochiamate di migliore qualità.

MR
Nel mondo reale, l’esperienza offerta dal 4G non è molto distante da quella con il 5G. La bassa latenza sarà apprezzata in particolare dai gamer per i quali il tempo di reazione è fondamentale; invece, nell’uso quotidiano del telefono, il miglioramento non sarà drastico quanto quello avvertito il giorno in cui ci si è resi conto di poter usare il telefono per guardare facilmente contenuti video anche senza una connessione Wi-Fi.

Quando si parla del 5G spesso si fa riferimento agli aspetti prettamente produttivi. A questo riguardo, quale dovrà essere il ruolo del 5G?

KK
Come già accennato, se unito all’intelligenza artificiale e alla robotica, il 5G potrebbe offrire un’arma potente ai produttori.

Da Henry Ford in poi, il quadro macro dell’industria manifatturiera ha potuto contare su processi di fabbricazione sempre più efficienti. Il 5G consentirà ai produttori di creare “fabbriche connesse”, dotate di sensori che registrano dati su tutto, dalla temperatura e le vibrazioni alle quantità dei singoli materiali utilizzate nelle diverse fasi del processo.

All’inizio, questa evoluzione permetterà ai responsabili di fare previsioni più precise sul fabbisogno di ricambi o di programmare un determinato intervento di manutenzione. Per esempio, per una grande fabbrica di automobili, qualsiasi fermo macchina può comportare una perdita di milioni di dollari, per cui nel prossimo futuro possiamo aspettarci un evidente risparmio in termini di efficienza. Anche un’attività semplice come la gestione di magazzino potrebbe essere rivoluzionata.

Man mano che ci affideremo sempre più all’automazione, il 5G permetterà a macchine autonome di reagire più velocemente all’ambiente circostante, di imparare più velocemente dagli altri soggetti presenti nella rete e di rispondere ai comandi centrali in modo più rapido e dettagliato. 5G, IA e robotica costituiranno un circolo virtuoso in cui l’innovazione in un ambito stimolerà l’innovazione anche negli altri. In base alla teoria delle reti, il valore di una rete sociale cresce in funzione del numero dei membri della rete stessa. Quindi, nel caso di una rete formata da un milione di nodi o più, le possibilità di crescita esponenziale delle capacità e del risultato economico sono enormi.

Inoltre, allungando un po’ lo sguardo, sappiamo che una fabbrica connessa con sensori 5G sarà in grado di fornire dati che potranno essere letti da piattaforme software specializzate che consentiranno l’ottimizzazione attraverso l’intelligenza artificiale. Si verrebbero così a creare efficienze e opportunità che potrebbero veramente sorprenderci in futuro.

Quando c’è trasferimento di dati, non si può fare a meno di parlare di sicurezza. A che punto siamo con la possibilità di garantire che le reti 5G siano sicure e protette da eventuali attacchi?

MR
Come ha detto Karen, stiamo parlando della connessione di milioni di dispositivi. Da un lato abbiamo l’opportunità di generare valore ma, dall’altro, questo grado di connettività esporrà anche a un utilizzo più cinico delle reti; per questo motivo, i gestori della rete e i soggetti con cui collaborano nel settore dovranno essere vigilanti.

Per garantire che le reti e i dispositivi che vi si connettono siano sicuri, saranno indispensabili politiche di sicurezza rigorose. La crittografia e la gestione delle identità saranno perfino più importanti di quanto lo siano oggi. Alla luce del notevole grado di sofisticazione introdotto dal G5, le piattaforme e i protocolli esistenti dovranno essere sottoposti a interventi significativi di aggiornamento e di ammodernamento. Come già ricordato, i dati generati saranno sempre di più, proprio come i dispositivi connessi, per cui non si tratterà soltanto di fare un po’ di copia e incolla.

Riguardo alla gestione delle identità, probabilmente le società si doteranno di reti 5G private proprio come oggi troviamo reti Wi-Fi private negli uffici, nelle fabbriche o negli aeroporti. La latenza sarà ridotta rispetto a quella delle reti Wi-Fi attuali, ma questo si ripercuoterà inevitabilmente sulla sicurezza; per ovviare a questo problema, sarà necessario rafforzare la gestione delle identità rispetto ai livelli attuali.

Il 5G è un argomento all’ordine del giorno nelle discussioni sulle tecnologie strategiche e sulla concorrenza tra i blocchi economici. Per quale motivo?

MR
La ragione è legata alle capacità che mette a disposizione. Con l’arrivo del 4G, è diventato possibile guardare video in streaming sul cellulare. Guardare una partita mentre si è sull’autobus è una conquista, ma non si traduce certo in macrocapacità per l’intera economia.

Supponiamo che, con il 5G, l’intera rete elettrica di New York possa essere collegata a un’unica rete a fini di monitoraggio e di controllo, cosa impossibile con il 4G. Chiaramente, questo aprirebbe uno spazio di vulnerabilità a potenziali attacchi informatici. Non poter guardare il Super Bowl sul cellulare è seccante, ma se tutta la città rimanesse senza elettricità le ripercussioni sarebbero molto più gravi.

Ovviamente questo è un caso estremo, ma se si pensa alla possibilità che paesi avversari nel teatro geopolitico facciano ricorso ad azioni di spionaggio (per esempio raccogliendo e condividendo dati in modo non autorizzato), è chiaro che i rischi si moltiplicano. La nuova infrastruttura che vi apprestate a realizzare avrà proporzioni enormi e non può prescindere dalla fiducia e dall’affidabilità.

Spingendoci più in là nel futuro, dove potrebbe condurci il 5G?

KK
Siamo fermamente convinti che l’innovazione non si possa fermare.

È importante continuare a pensare in termini di generazioni, perché questo permette anche di contemplare la possibilità di un cambiamento esponenziale. Se pensiamo al passaggio dall’1G al 2G, ci rendiamo conto che non era stato così drastico. Poi però, con ogni nuova generazione, la transizione è stata più profonda e importante e oggi il 5G ha raggiunto una nuova vetta sul piano del ritmo dell’innovazione. Non va dimenticato che, fino a pochi decenni fa, l'1G praticamente non esisteva. Adesso ci prepariamo invece agli effetti di primo e di secondo ordine del 5G che, in una logica di crescita esponenziale, appartengono a un ordine di grandezza superiore.

Abbiamo parlato di efficienze nell’attività produttiva, ma proviamo a immaginare le stesse efficienze nelle infrastrutture, o nelle catene di approvvigionamento o praticamente in tutti i campi dell’attività economica. Se si aggiungono poi l’intelligenza artificiale e la robotica, che costituiscono di per sé curve esponenziali di sviluppo, è difficile non concludere che siamo alla vigilia di un periodo di cambiamenti profondi.

Ma dove si nascondono i rischi di questo intreccio?

MR
I due ostacoli principali sono l’accettazione da parte dei consumatori e i costi iniziali per la realizzazione dell’infrastruttura.

Per sua natura, il 4G è stato trainato da una tecnologia a contatto diretto con il consumatore: tornando all’esempio di poco fa, tutti erano ben disposti a pagare un po’ di più per vedere le partite in streaming.

La presenza del 5G nella vita quotidiana delle persone è invece un po’ più nebulosa e, per quanto sia probabile che la prossima generazione di smartphone rappresenterà una svolta, è innegabile che non ci sia stata la stessa attrazione di cui ha goduto il 4G.

Si tratta di convincere le aziende a implementare la tecnologia in maniera consona alla loro attività. Si devono quindi affrontare analisi molto razionali del rapporto costi-benefici, punto particolarmente spinoso nelle fasi iniziali dell’introduzione di una tecnologia, quando non sono ancora presenti gli effetti prodotti dalla rete. Le imprese cercano incentivi ed è un po’ la storia dell’uovo e della gallina: perché spendere milioni se le applicazioni non ci sono ancora? Un’impresa privata deve poter contare velocemente sui flussi finanziari.

Inoltre il costo è maggiore, perché le antenne 5G hanno una portata decisamente inferiore a quella delle antenne 4G. Si tratta di una revisione radicale dell’infrastruttura che richiederà comunque un certo tempo.

Il 5G ha comunque acquisito slancio nel corso degli ultimi anni ed è molto improbabile che l’adesione crescente da parte del settore privato possa invertire la rotta.

L’ultima domanda è scontata: quando potremo cominciare a parlare del 6G?

KK
Lo sviluppo è già avviato in varie parti del mondo, ma per il momento rimane ancora nei centri di ricerca. Se ne parlerà nel decennio 2030.
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Fondi