Hua Cheng, PhD, CFA*

Portfolio Manager of the Mirova Global Sustainable Equity strategy
Mirova US**

Louise Schreiber

Senior Sustainability Analyst
Mirova

Pensate che l’accelerazione tecnologica a cui abbiamo assistito durante la pandemia diventerà “la nuova normalità”?

Per molti aspetti, la pandemia ha accelerato l’adozione della tecnologia sia da parte delle imprese che da parte dei consumatori. Le imprese hanno dovuto dimostrare di essere in grado di connettersi con i clienti, i fornitori e i dipendenti, mentre i consumatori hanno dovuto utilizzare le piattaforme digitali più di quanto già facessero. Questa situazione ha impresso un’accelerazione ad alcune tecnologie come il cloud computing che, sotto la spinta del lavoro a distanza, è diventato lo sbocco naturale della Tecnologia dell’Informazione. Molte imprese hanno già avviato la transizione verso questa “nuova normalità”, evoluzione che dovrebbe risultare vantaggiosa per chi fornisce infrastrutture per il cloud. Le cifre parlano da sé: secondo le previsioni, il totale dei Servizi Cloud Pubblici per il mercato degli utenti finali aumenterà dai 243 miliardi di dollari del 2019 a 362 miliardi di dollari nel 2022. 1 E’ probabile che il lavoro a distanza continuerà anche dopo che la situazione si sarà normalizzata, creando opportunità per le società che svolgono attività che coinvolgono data center, server e software collaborativi.

Con la pandemia, si è inoltre assistito a un deciso incremento dell’e‐commerce, che ha esteso il proprio raggio d’azione in termini di imprese, fasce di consumatori e prodotti. 1 Per adeguarsi alla nuova situazione, le aziende sono dovute entrare nel mondo on‐line, amplificando il fenomeno di forte proliferazione dei dati che esisteva già prima della pandemia. Mentre siamo convinti che il Covid‐19 abbia accelerato alcune tendenze tecnologiche chiave come il cloud computing, la digitalizzazione e la proliferazione dei dati e che queste siano destinate a durare nel tempo. non dobbiamo sottovalutare i rischi che esse comportano in termini di cybersicurezza e di protezione dei dati.
In particolare, non sono cambiate le sfide ambientali e sociali che abbiamo davanti, né la maniera in cui la tecnologia può affrontarle. A nostro avviso, senza sostenibilità, i rischi per la popolazione e per il pianeta potrebbero annullare i potenziali benefici indotti dalla tecnologia.

Volume di dati/di informazione creati, acquisiti, copiatie e consumati nel mondo dal 2010 al 2024 (in zettabyte)
Volume of Data/Information Created, Captured, Copied, and Consumed Worldwide from 2010 to 2014 (In Zetabytes)
Fonte: Statista, 2021

Qualche esempio di gestione del rischio?

Consideriamo imprese che offrano opportunità di sviluppo sostenibile o che gestiscano bene i rischi di sostenibilità. Tuttavia, sul fronte tecnologico, la sostenibilità può rivelarsi una vera e propria odissea, perché le soluzioni sono accompagnate inevitabilmente da rischi, soprattutto per le società B2C.* La tecnologia è un fattore abilitante dell’innovazione. Le apparecchiature IT sono infatti essenziali per lo sviluppo e la realizzazione di soluzioni di sostenibilità potenzialmente più avanzate in tutti i settori. Sono una componente fondamentale delle energie rinnovabili e costituiscono un supporto essenziale per lo sviluppo socioeconomico dei paesi emergenti.
Attenzione, però: una società che produce semiconduttori per pannelli solari, per esempio, potrebbe sembrare un’opportunità di sviluppo sostenibile; ma lo è davvero? E quali rischi comporta?

Dipende: i componenti sono fabbricati con minerali che, spesso, provengono da paesi dove le violazioni dei diritti fondamentali sono la norma (per esempio, lavoro minorile e forzato). Inoltre, sotto il profilo della gestione del ciclo di vita, questi prodotti finiscono spesso per diventare rifiuti tossici non riciclati! Le apparenze potrebbero ingannare anche quando si considerano società che forniscono applicazioni per l’accesso alle conoscenze e ai server bancari in paesi emergenti dal quadro geopolitico instabile. Soluzioni di cybersecurity insufficienti o un utilizzo improprio dei dati personali possono fare correre il rischio di perdere denaro o di vedere violata la propria privacy. Perciò, malgrado le apparenze, non è sempre vero che la tecnologia sia d’aiuto alle imprese che stanno spingendo il pianeta verso un futuro più verde e la società verso un percorso più equo. E’ per questo motivo che il nostro modello di analisi va alla ricerca di imprese che sviluppino soluzioni di sostenibilità, ma che garantiscano anche una gestione corretta dei rischi di carattere ambientale e sociale.

Qualche esempio di gestione del rischio?

Riteniamo che i produttori di semiconduttori debbano adottare meccanismi per garantire la tracciabilità dei minerali utilizzati, che dovrebbero provenire da un contesto esente da conflitti e da abusi ed essere lavorati minimizzando l’impatto sulla biodiversità. Pensiamo inoltre che il settore dell’hardware in generale offra un’ottima opportunità d’investimento, perché ha la possibilità di costruire un’economia circolare affidabile e su vasta scala che permetterebbe di aumentare notevolmente l’uso di materiali per semiconduttori di seconda generazione, recuperati attraverso programmi di riciclo e riuso. Si risolverebbero così molti dei più gravi problemi di carattere ambientale e sociale. Inoltre, sul piano della protezione dei dati e dell’accesso alle informazioni, le società di telecomunicazioni dovrebbero adottare politiche che escludano la collaborazione con le autorità pubbliche che pretendono di accedere ai dati degli utenti in violazione delle convenzioni internazionali o che limitano l’accesso degli utenti a Internet o all’informazione. A questo riguardo, è fondamentale avere a disposizione informazioni sulla presenza e sul funzionamento di meccanismi specifici, per esempio sul numero di richieste di informazioni sull’utente, suddivise per tipo e ammissibilità, trasmesse dalle autorità governative. Riguardo ai dati, occorre considerare un ulteriore rischio indiretto: nonostante la proliferazione osservata negli ultimi anni, il rapido miglioramento dell’efficienza energetica ha contribuito a limitare la crescita della domanda di energia da parte dei data center (nel 2019, rappresentava circa l’1% del consumo mondiale di elettricità).
Riteniamo però che, se continueremo a sviluppare nuove tecnologie come il 5G senza riuscire a mantenere questo livello di crescita dell’efficienza energetica, si produrrà un evidente rischio ambientale.
Secondo noi, molte società devono attivarsi per impedire che il comparto tecnologico diventi un settore ad alta intensità energetica. Attualmente, il traffico video rappresenta il 66% dell’intero traffico mobile di dati e si prevede che questa quota salirà al 77% entro il 2026. Le società potrebbero, per esempio, evitare di incorporare ovunque filmati in auto‐play e potrebbero anche iniziare ad allineare la risoluzione video con la rete Internet dell’utente (per esempio, banda larga o cellulare).

Riteniamo che la tecnologia possa essere un vero fattore abilitante dell’innovazione. Spetta però a tutti (imprese, consumatori e autorità pubbliche) garantire che essa non ostacoli il nostro percorso verso lo sviluppo sostenibile del pianeta e della società.

Andemento globale del traffico Internet, dei carichi di lavoro e del consumo engetico dei data center, 2010-2019

WEBINT60 0821 Mirova Tech Odissea IT 08 2021
Fonte: Agenzia internazionale per l'energia

Sintesi

  • Con la pandemia, abbiamo assistito a una più rapida diffusione di alcune tecnologie, come il Cloud computing e l’e‐Commerce, oltre a una forte proliferazione dei dati
  • Non sono però cambiate le sfide ambientali e sociali che abbiamo davanti, né la maniera in cui la tecnologia può affrontarle
  • Sul fronte tecnologico, la sostenibilità può rivelarsi una vera e propria odissea, perché le soluzioni sono accompagnate inevitabilmente da rischi
  • Il nostro modello di analisi va alla ricerca di imprese che sviluppano soluzioni di sostenibilità, ma che garantiscono anche una gestione corretta dei rischi di carattere ambientale e sociale.
A proposito di Mirova
Mirova è una società di gestione patrimoniale dedicata agli investimenti sostenibili e affiliata di Natixis Investment Managers. Grazie a il suo stile di gestione guidato dalle convinzioni, l'obiettivo di Mirova è combinare la ricerca per la creazione di valore a lungo termine con lo sviluppo sostenibile.

Pionieri in molte aree della finanza sostenibile, i talenti di Mirova sono impegnati nell'innovazione al fine di fornire ai propri clienti un elevato soluzioni di impatto ambientale e sociale. Mirova gestisce 19,6 miliardi di euro al 31 dicembre 2020. Mirova si è aggiudicata la B Corp*
etichetta e lo status di “Entreprise à Mission” (impresa guidata dalla missione). Mirova US è un consulente per gli investimenti con sede negli Stati Uniti, interamente posseduto affiliato di Mirova. Mirova è gestita negli Stati Uniti attraverso Mirova US. Mirova US e Mirova hanno stipulato un accordo in base al quale Mirova fornisce a Mirova US la competenza in materia di investimenti e ricerca, che poi Mirova US combina con la propria esperienza nel fornire consulenza a clienti. Mirova US gestisce 4,96 miliardi di dollari al 31 dicembre 2020.

*I riferimenti a una classifica, un premio o un'etichetta non pregiudicano le prestazioni future delle strategie/o dei gestori.

1 . I riferimenti a una classifica, un'etichetta, un premio e/o un rating non pregiudicano i risultati futuri di questi/questi fondi o del gestore. L'etichetta B CorpTM certifica le aziende di tutto il mondo che soddisfano elevati standard sociali e ambientali e si impegnano a progredire. Per maggiori informazioni: www.bcorporation.net/about-b-corps

2 . Per maggiori informazioni:
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