Una domanda crescente per l’ESG
Il mercato registra una domanda crescente di soluzioni di investimento ESG da parte di tutte le tipologie di investitori. L’interesse sempre più diffuso nei confronti di questi investimenti emerge chiaramente dalla nostra ricerca, secondo cui 7 investitori su 10 desiderano investire in società con un impatto sociale positivo ed impegnate sul fronte della tutela dell’ambiente.1 In particolare, il 60% dei partecipanti a piani pensionistici dichiara che sarebbe disposto ad aumentare i versamenti nei piani se sapesse che i propri investimenti contribuiscono al bene sociale. Inoltre, due terzi di coloro che hanno scelto di non partecipare a piani pensionistici aziendali affermano che sarebbero più propensi ad aderirvi sapendo che i propri contributi hanno un impatto sociale positivo.2

La maggioranza degli investitori desidera che gli investimenti effettuati riflettano i propri valori personali, ma non a prezzo di rendimenti inferiori. Inoltre, più della metà degli investitori intervistati ritiene che le società caratterizzate da una maggiore integrità etica genereranno performance superiori a quelle dei concorrenti.3

Conversazioni impegnative
Sebbene gli investitori esprimano chiaramente una preferenza per gli investimenti responsabili, l’implementazione di queste strategie non è ancora largamente diffusa. In qualità di professionisti degli investimenti, possiamo contribuire a colmare questo divario. Il primo passo è intavolare una conversazione su questi temi. Sebbene le strategie ESG non siano un nuovo modo di investire, per molti investitori e consulenti finanziari esse implicano un nuovo modo di considerare gli investimenti. La terminologia, le interpretazioni, i diversi metodi di implementazione e le convinzioni erronee, unici del panorama ESG, possono rendere difficile orientarsi in questo settore. A causa di queste complessità, può essere impegnativo condurre una conversazione significativa su queste tematiche con i clienti potenzialmente interessati.

Le motivazioni degli investitori: perché un investimento ESG?
Ci sono varie ragioni che possono indurre gli investitori a considerare un investimento ESG. Pertanto, potrebbero essere necessari approcci e conversazioni differenti per i diversi tipi di clienti. Per quanto riguarda l’inserimento di strategie ESG nei portafogli, riteniamo che un approccio focalizzato sul cliente possa essere più efficace di un approccio incentrato sui prodotti. Comprendere quali siano le preferenze di investimento, i valori e la tolleranza al rischio del cliente può rendere più agevole determinare quale sia il percorso ESG più adatto alle sue esigenze.

In generale, le principali motivazioni che inducono gli investitori ad implementare una strategia ESG sono tre. La prima si basa sui valori, e mira ad allineare gli investimenti con una visione etica o morale del mondo. La seconda è il potenziale miglioramento del profilo di rischio e rendimento: l'impiego di fattori ESG nell’analisi di un investimento consente infatti di comprenderne meglio il potenziale di rischio e rendimento. La terza è l'impatto ambientale o sociale positivo: poter contribuire a plasmare un mondo migliore e più sostenibile. È importante sottolineare che, per molti investitori, queste motivazioni non si escludono a vicenda.

Guardare oltre il mito
I consulenti finanziari che intendono proporre strategie ESG ai propri clienti devono sapere cosa chiedere e conoscere le potenziali soluzioni a loro disposizione. La tabella seguente confuta le convizioni erronee più comuni riguardo agli investimenti sostenibili ed ESG, con l’obiettivo di rendere più agevole e produttiva la conversazione con il cliente.

IL MITO: gli investimenti ESG non interessano a nessuno.

LA REALTÀ: un numero sostanziale e crescente di investitori mostra interesse per le soluzioni ESG.

Innumerevoli elementi indicano che gli investimenti sostenibili interessano a molti investitori – e non soltanto ai Millennials. Il 78% degli investitori individuali vorrebbe che gli investimenti effettuati riflettessero i propri valori personali, mentre al 72% degli intervistati piacerebbe che i propri investimenti contribuissero al bene sociale.4

Sebbene gli investimenti ESG rappresentino oggi un tema particolarmente importante nel settore finanziario e nonostante siano in tanti ad esprimere una preferenza per queste strategie, crediamo che molti investitori non siano neppure consapevoli dell’esistenza degli investimenti ESG, né tantomeno della possibilità di accedervi. La formazione sull’opportunità di investimento rappresentata dalle strategie ESG – performance, implicazioni in termini di rischio e soluzioni di investimento – resta quindi fondamentale.

IL MITO: gli investimenti ESG non sono altro che una moda passeggera.

LA REALTÀ: le strategie ESG potrebbero rappresentare il futuro degli investimenti.

L’US Forum for Sustainable and Responsible Investment stima che le dimensioni del mercato statunitense degli investimenti sostenibili e responsabili e dell’impact investing siano ormai vicine ai 12.000 miliardi di dollari (al 2018), ossia un quarto di tutti gli asset gestiti professionalmente negli Stati Uniti.5 A nostro avviso, gli investimenti ESG potrebbero diventare la norma nel settore finanziario, sulla scia della crescente penetrazione di mercato dei prodotti focalizzati sui criteri ESG e dell’integrazione di fattori ESG in un numero crescente di prodotti da parte degli asset manager tradizionali.

IL MITO: gli investimenti ESG generano performance deludenti.

LA REALTÀ: l’analisi basata su criteri ESG può di fatto migliorare la performance degli investimenti.

Una delle convinzioni erronee forse più comuni sulle strategie ESG è che si può investire sostenibilmente oppure si può investire per ottenere un rendimento nel tempo, ma non si possono fare entrambi. Tuttavia, molti studi accademici e del settore suggeriscono che, in realtà, l’integrazione di criteri ESG può condurre a un miglioramento della performance degli investimenti.

Per esempio, uno studio di MSCI del 20176 analizza l’impatto dei fattori ESG sulla performance, sul rischio e sulle valutazioni azionarie, dimostrando che le società con profili ESG più solidi presentano tipicamente una maggiore redditività, una minore frequenza degli episodi di forte ribasso e un rischio sistematico più contenuto. Le aziende che gestiscono efficacemente i rischi ESG e possono approfittare delle opportunità offerte dalla sostenibilità potrebbero di fatto rappresentare degli investimenti a lungo termine migliori.

IL MITO: gli investimenti sostenibili sono solo una strategia di marketing/PR utilizzata dagli asset manager.

LA REALTÀ: riteniamo che vi sia un reale spostamento verso investimenti più sostenibili. Tuttavia, l'intenzionalità e il livello di integrazione dei fattori ESG può variare.

Ci sono evidenze di un forte spostamento verso la finanza sostenibile attualmente in atto nel settore, con un maggiore orientamento di alcuni dei più importanti investitori mondiali verso le strategie sostenibili. Se da un lato riteniamo che sia in corso un autentico cambiamento di mentalità a livello dell’intero settore finanziario, dall’altro lato è molto importante comprendere l’esperienza del singolo asset manager nell’implementazione di strategie ESG, valutandone l’approccio, la qualità della ricerca, le risorse e la filosofia di investimento.

Non tutti gli asset manager che affermano di attuare strategie ESG si prefiggono l’obiettivo di promuovere un cambiamento ambientale o sociale positivo. Per esempio, alcuni gestori integrano solo un numero limitato di fattori ESG nella propria analisi fondamentale, o adottano un approccio semplificato di esclusione di talune categorie di titoli, come le società del settore del tabacco. I consulenti finanziari ed i loro clienti dovrebbero comprendere pienamente gli approcci ESG utilizzati, incluse le loro potenzialità in termini di performance e se essi siano adatti agli obiettivi di investimento prefissati.

IL MITO: i miei fondi tradizionali appaiono sostenibili così come sono. Perché aggiungere un altro fondo ESG?

LA REALTÀ: l’intenzionalità e il livello di integrazione dei fattori ESG sono importanti.

L’intenzionalità è importante. I gestori intenzionati ad avere un impatto ESG positivo lavorano per creare portafogli con profili ESG o di sostenibilità che possano persistere nel tempo. Inoltre, i gestori che adottano criteri ESG intenzionalmente e deliberatamente potrebbero sovraperformare nel tempo i gestori non ESG, poiché l’analisi basata su criteri ambientali, sociali e di governance può fornire un’ulteriore dimensione di gestione del rischio, affinando nel contempo il processo di generazione di idee di investimento.

IL MITO: non c’è posto per un investimento ESG nel mio portafoglio.

LA REALTÀ: gli investimenti ESG non sono una classe di attivi separata. L’analisi e i criteri di investimento ESG possono essere applicati ai veicoli di investimento che l’investitore sta già utilizzando, e i prodotti focalizzati sui fattori ESG possono fungere da complemento di investimenti già in portafoglio oppure sostituirli.

Gli investimenti ESG non sono un’asset class o uno stile di investimento separati, e non occorre che i consulenti finanziari creino una categoria separata per le strategie ESG. Le strategie ESG possono essere considerate come un elemento core o una componente satellite del portafoglio, in funzione dell’approccio più sensato alla luce delle esigenze specifiche del cliente e della particolare soluzione ESG prescelta.

Quando si prendono in considerazione le azioni large cap o le obbligazioni municipali, non ci si limita a valutare la classificazione delle strategie disponibili. Riteniamo che ciò debba valere anche per gli investimenti sostenibili. Invece di focalizzarsi sulla classificazione ESG, è opportuno analizzare le modalità di implementazione della strategia, le sue motivazioni, il livello di integrazione dei fattori ESG, come pure le sue caratteristiche e la performance. Le strategie ESG devono essere sottoposte alla stessa due diligence applicata a qualsiasi altra potenziale componente del portafoglio. Un fondo azionario ESG può essere inserito in un portafoglio allo stesso modo di un fondo azionario tradizionale, offrendo il beneficio aggiunto dell’attenzione alla sostenibilità.

IL MITO: le opzioni di investimento ESG a cui posso accedere sono limitate. Non posso costruire un portafoglio diversificato basato interamente su criteri ESG

LA REALTÀ: la gamma di soluzioni ESG a disposizione degli investitori è vasta e in continua crescita.

Le strategie ESG esistono da decenni, e gli asset manager lanciano continuamente nuovi prodotti. Ci sono strategie ESG in tutte le principali asset class, e strategie offerte tramite differenti veicoli di investimento, come i fondi comuni di investimento e gli exchange-traded fund (ETF).7 A settembre 2018, i fondi di tipo aperto ed ETF classificati come “socialmente consapevoli” da Morningstar erano oltre 400, presenti in tutte le principali categorie Morningstar, con un patrimonio gestito complessivo superiore ai 300 miliardi di dollari.

IL MITO: investire con un approccio ESG significa sostanzialmente escludere i “sin stock”.

LA REALTÀ: l’esclusione dei sin stock, i titoli dei produttori di alcolici, tabacco e armi, ha caratterizzato gli esordi degli investimenti socialmente responsabili. Molti degli approcci adottati attualmente si avvalgono di analisi informate dei rischi e delle opportunità di investimento.

Se l’esclusione dei produttori di tabacco, alcolici e contraccettivi può essere l’approccio di investimento preferibile per un’istituzione religiosa, questa impostazione non può funzionare per tutti. Oggi ci sono molti approcci ESG differenti a disposizione degli investitori. Piuttosto che focalizzarsi unicamente sull’esclusione, molte strategie ESG implementano un approccio più positivo alla selezione dei titoli, puntando ad investire in società con profili ESG complessivamente più solidi o la cui mission sia direttamente legata a trend di sviluppo sostenibile a lungo termine. Inoltre, l’analisi basata su criteri ESG può essere utile per comprendere meglio i potenziali rischi e/o opportunità di investimento. Per esempio, il modo in cui una certa società affronta questioni come l’efficienza energetica, l’innovazione e i trend demografici può incidere sulle prospettive aziendali a lungo termine

IL MITO: gli investimenti ESG sono adatti solamente agli ambientalisti sfegatati e agli investitori orientati al valore.

LA REALTÀ: le innovazioni nella gestione del rischio e l’analisi dei trend economici di lungo periodo non rispondono solo ad interessi speciali – offrono vantaggi a tutti.

Non si deve necessariamente passare l’intero weekend a manifestare contro una particolare questione, od essere votati a una particolare causa, per apprezzare gli investimenti ESG. Un investitore può essere indifferente alle questioni ambientali o dello sviluppo sociale, ma è meno probabile che sia altrettanto indifferente alle innovazioni nella gestione del rischio e all'evoluzione dei trend economici di lungo periodo da cui può trarre potenzialmente vantaggio il proprio portafoglio.

IL MITO: le strategie ESG comportano rischi più elevati.

LA REALTÀ: i criteri ESG possono potenzialmente migliorare le modalità di gestione del rischio di portafoglio.

Tutti gli investimenti comportano dei rischi, compreso il rischio di perdita. Tuttavia, i fattori ESG possono essere utilizzati come una dimensione aggiuntiva della gestione del rischio. L’analisi ESG può contribuire ad individuare pratiche aziendali insostenibili ed altri rischi di sottoperformance, in particolare su un orizzonte d'investimento a lungo termine.

IL MITO: le strategie ESG potrebbero compromettere i miei adempimenti fiduciari.

LA REALTÀ: le strategie e l’analisi ESG sono coerenti con i principali obblighi fiduciari di molti consulenti finanziari.

Abbiamo accolto con grande favore le ultime linee guida emanate dal DOL e riteniamo che siano coerenti con il Bulletin originale. Nell’ambito della valutazione di quale soluzione di investimento sia nel miglior interesse dell’investitore, è importante, a nostro avviso, che i consulenti finanziari considerino gli elementi ESG di una società. In quanto gestori realmente attivi di investimenti a lungo termine, consideriamo i fattori ESG come uno dei molti modi per identificare le aziende sostenibili, con un management capace ed in grado di creare valore per gli azionisti nel lungo periodo.

IL MITO: non esiste una definizione standard di cosa sia un investimento ESG.

LA REALTÀ: organizzazioni come Morningstar, MSCI e le Nazioni Unite si sono impegnate attivamente per consolidare e codificare degli standard di investimento ESG.

I continui sviluppi in termini di categorizzazione e valutazione dei fondi in base a parametri ESG da parte di società come Morningstar e MSCI hanno contribuito a migliorare la classificazione delle strategie di investimento sostenibile. Siamo tuttavia convinti che sia meglio prendere ogni categorizzazione, classificazione o rating con discernimento, cercando piuttosto di capire l’approccio di investimento del gestore ed il peso delle considerazioni ESG nell’ambito del processo di investimento.

IL MITO: non esistono degli standard in termini di reportistica sui fattori ambientali, sociali e di governance societaria.

LA REALTÀ: organizzazioni come il SASB e la GRI hanno creato delle strutture di reporting, introducendo standard e linee guida volti a migliorare la trasparenza e la comparabilità.

Sebbene ci sia ancora molto da fare su questo fronte, la reportistica e i dati relativi ai fattori ESG a disposizione degli investitori continuano a migliorare. Nel 2016, più dell’80% delle società incluse nell’Indice S&P 500®8 ha pubblicato rapporti sulla sostenibilità, contro il 20% nel 2011. Organizzazioni come la Global Reporting Initiative (GRI) e il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) stanno aiutando le società a capire e comunicare meglio il proprio impatto sul mondo. La gestione attiva ed una ricerca ESG approfondita restano essenziali per individuare rischi ed opportunità che altri approcci potrebbero non mettere in luce.

A proposito dei fattori ESG: le domande da porre
Quando si prendono in considerazione strategie ESG, può essere utile cominciare ponendosi alcune domande in merito ai risultati auspicati, e ponendole ai propri clienti. Inoltre, l’inclusione di queste domande nei sondaggi e nei questionari per i clienti esistenti e potenziali può essere utile ad orientare la conversazione. Alcune possibili domande:
  • Ritiene che sia importante investire in società gestite in modo etico?
  • L’impatto ambientale e sociale di un’azienda è una considerazione importante dal punto di vista del profilo di rischio e rendimento del portafoglio?
  • Per lei è importante investire in società motivate a promuovere un cambiamento positivo nel mondo tramite i propri prodotti o servizi?
  • Quando acquista beni e servizi, è più probabile che acquisti da società con una reputazione migliore?
  • Quando acquista capi di abbigliamento, prodotti alimentari o per la cura della persona ed altri articoli, si chiede se siano stati prodotti in modo etico o fabbricati con materiali sostenibili e sicuri?
  • Sta cercando di limitare la sua impronta ecologica?
  • Quali cause la appassionano, e a quali di esse dedica il suo tempo o dona il suo denaro?
  • In che modo i temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento sociale incidono su di lei, sull’azienda per cui lavora, sui suoi amici e sulla sua famiglia?
Focus sul futuro
L’interesse nei confronti degli investimenti ESG sta aumentando. Una serie di fattori motiva un numero crescente di consulenti finanziari ed investitori a prendere in considerazione le strategie di investimento sostenibile. La comprensione di queste motivazioni può svolgere un ruolo importante nel determinare quale approccio ESG possa essere il più indicato per raggiungere i propri obiettivi di lungo periodo e quelli dei propri clienti. Tuttavia, ci sono molte convinzioni infondate riguardo agli investimenti ESG. Allo stesso modo, riteniamo sia importante ignorare le convinzioni infondate e la disinformazione riguardo a questa categoria di investimenti, per poter prendere decisioni di investimento più consapevoli ed efficaci.
1Trust, transparency and the quest for clarity: Investor attitudes on markets and the business of investing.” Investor Insight Series. Natixis Investment Managers 2017, pagina 6.

2 Natixis Investment Managers, Survey of Defined Contribution Plan Participants (sondaggio fra i partecipanti a fondi pensione a contribuzione definita statunitensi) condotto da CoreData Research, luglio 2016. Il sondaggio ha coinvolto 991 individui con accesso a un fondo pensione a contribuzione definita negli Stati Uniti, fra cui 661 partecipanti attivi e 300 non partecipanti.

3 Natixis Investment Managers, Global Survey of Financial Professionals (sondaggio globale sui consulenti finanziari) condotto da CoreData Research a marzo 2018. Il sondaggio ha coinvolto 2.775 consulenti finanziari in 16 paesi.

4 Natixis Investment Managers, “Trust, transparency and the quest for clarity.” 2017.

5SRI Basics.” The Forum for Sustainable and Responsible Investment, dicembre 2018. Online.

6 MSCI ESG Research, LLC, “Foundations of ESG Investing Part 1: How ESG Affects Equity Valuation, Risk and Performance.” Autori: Guido Giese, Linda-Eling Lee, Dimitris Melas, Zoltan Nagy, Laura Nishikawa. Novembre 2017.

7 Un exchange-traded fund, o ETF, è uno strumento finanziario negoziabile che replica un indice, una materia prima, dei titoli obbligazionari o un paniere di attivi come un fondo indicizzato. Gli ETF sono negoziati in borsa al pari delle azioni ordinarie, e registrano oscillazioni dei prezzi durante l’intera giornata in funzione dei flussi di acquisti e di vendite.

8 L’Indice S&P (Standard & Poor’s) 500 è un indice composto da 500 titoli azionari spesso utilizzato per rappresentare il mercato azionario statunitense.

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L’investimento sostenibile si concentra su investimenti in società che si dimostrano sensibili a temi di sviluppo sostenibile, e aderenti a pratiche ESG, riducendo l’universo investibile del portafoglio. Potrebbe vendere attività quando potrebbe essere svantaggioso, o tralasciare opportunità in alcune società, settori o paesi. A causa di questo orientamento, si potrebbe riscontrare un impatto negativo sulle performance.

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