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Dallo storico Accordo di Parigi (COP21) di dicembre 2015, le principali istituzioni in tutto il mondo hanno cercato di comprendere più chiaramente il legame tra i propri portafogli di investimento ed i cambiamenti climatici. Un compito non facile. Se la "carbon footprint" è oggi un concetto in qualche modo acquisito, la misurazione dell'impronta ecologica di un portafoglio di investimenti è rimasta una scienza inesatta.

Per meglio valutare l'impatto sul clima dei propri portafogli e sviluppare soluzioni di investimento in linea con un "mondo a +2°C", negli ultimi quattro anni Mirova ha lavorato allo sviluppo di una nuova metodologia multifattoriale per l'impatto sul clima. Una cosa è emersa chiaramente dalla ricerca di Mirova: la gestione attiva avrà un ruolo cruciale. Perché? Gli indici rappresentativi dell'economia mondiale o europea non sono attualmente allineati con le esigenze di scenari climatici ambiziosi. Pertanto, gli investitori attenti ai cambiamenti climatici che intendono ridurre il proprio impatto ambientale e contribuire in misura più significativa alla transizione energetica non possono semplicemente permettersi di replicare i principali indici. Ma quali sono le alternative?

Grazie ad un ambizioso progetto pluriennale, Mirova è riuscita a ridurre la carbon footprint del proprio portafoglio azionario consolidato ad un livello che corrisponde a un aumento della temperatura terrestre inferiore al limite dei 2°C, rendendo molto più facile l'accesso da parte degli investitori a portafogli con un impatto in termini di emissioni di CO2 inferiore a quello della vasta maggioranza dell'universo di investimento.

Per ulteriori informazioni su come “decarbonizzare” il proprio portafoglio azionario, vi invitiamo a scaricare l'articolo che segue.


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