Smobilizzare dopo uno shock di mercato, parte della vostra strategia di portafoglio potrebbe sembrare essere la cosa più naturale da fare. I dati di mercato riferiti a vari decenni mostrano invece che mantenere la propria strategia nei periodi di volatilità si è rivelata essere una scelta intelligente per perseguire obiettivi finanziari di lungo termine. Per i Millennial che, magari, non hanno conosciuto i crolli dei mercati della Crisi Finanziaria del 2008-2009, gli eccessi di oggi potrebbero essere addirittura più preoccupanti. A chi invece investe con obiettivi a 5, 10 o 30 anni, suggeriamo tre motivi che spiegano perché si dovrebbe evitare di prendere decisioni d'investimento sulla scia dell'emotività.

1. Storicamente i mercati hanno dato prova di resilienza: Nonostante, nei decenni, abbiano dovuto affrontare guerre, epidemie, calamità naturali, recessioni e crisi finanziarie, negli ultimi trent'anni i mercati hanno comunque continuato a salire. Considerate, per esempio, come sia cresciuto, nei trent'anni fino al 28/2/2022, un ipotetico investimento di 10.000 dollari in azioni e obbligazioni.

Cumulative Growth of $10,000
Markets have historically been resilient line graph from July 1990 to February 2022
Informazioni fornite a solo scopo illustrativo. I periodi scelti si riferiscono all'intervallo tra l'inizio del drawdown e il massimo drawdown e il periodo della ripresa. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), FactSet

2. Storicamente, passare all'incasso ha significato perdere le opportunità successive: Gli investitori che si fanno prendere dal panico e disinvestono rimangono spesso esclusi dalla possibilità di beneficiare dell'eventuale rimbalzo successivo dei mercati. Facendo sempre riferimento alla crescita di un ipotetico investimento di 10.000 dollari nell'indice S&P 500®, pensate che cosa avrebbe significato restare esclusi dai 25 giorni migliori del mercato azionario USA degli ultimi trent'anni.

Cumulative Growth of $10,000
A chart showing a cumulative growth of $10,000 over the course of the 25 best days in the US stock market from the past three decades
I 25 giorni migliori dell'indice S&P 500 TR USD tra il 31/12/1987 e il 31/12/2021. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), Morningstar MPI.

Adesso osservate l'andamento dei rendimenti del mercato azionario USA dopo i 25 trimestri peggiori dal 1/4/1936 al 31/12/2021. Gli investitori che avessero venduto durante quei mesi turbolenti sarebbero rimasti esclusi dal recupero dei mercati dei mesi o degli anni successivi.

A chart showing the returns of the US stock market after the 10 worst months from April 1936 to December 2021
La tabella mostra le 25 performance più negative dei rendimenti trimestrali dell'indice S&P 500 TR USD dal 1/4/1936. I rendimenti a 1, 3 e 5 anni sono cumulati. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), Morningstar MPI.

3. Il tempo sta dalla vostra parte Per chi investe nel lungo periodo, è opportuno ricordare che non è una questione di "tempismo" ma, semplicemente, una questione di tempo. Pensate a come, storicamente, la scelta di rimanere investiti abbia permesso di accumulare progressivamente i risultati. Questi ipotetici investimenti di 100.000 dollari nell'indice S&P 500® per 30 anni evidenziano, al 31/12/2021, una crescita significativa, nonostante il mercato abbia registrato vari eventi di volatilità a breve termine.

$100,000 Hypothetical Investment in the S&P 500 Index over 30 Years
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Informazioni fornite a solo scopo illustrativo. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), FactSet

Lo S&P 500® Index è un parametro di misura della performance del mercato azionario statunitense. È un indice "unmanaged" costituito da 500 titoli ordinari selezionati, tra l’altro, in base a capitalizzazione, liquidità e settore di appartenenza. Misura anche la performance del segmento Large Cap del mercato azionario USA.

Bloomberg Barclays U.S. Aggregate Index è un indice 'unmanaged' che raggruppa il mercato delle obbligazioni registrate presso la SEC aventi queste caratteristiche: obbligazioni Investment Grade in USD, a tasso fisso e soggette a tassazione. L'indice comprende obbligazioni emesse dal Tesoro, da enti governativi, da emittenti societari, mortgage-backed securities, asset-backed securities e collateralized mortgage-backed securities.

Tutti gli investimenti (azionari, obbligazionari e alternativi) comportano rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Non si garantisce che gli investimenti raggiungano i propri obiettivi di performance o che si possano evitare le perdite.