Smobilizzare dopo uno shock di mercato, parte della vostra strategia di portafoglio potrebbe sembrare essere la cosa più naturale da fare. I dati di mercato riferiti a vari decenni mostrano invece che mantenere la propria strategia nei periodi di volatilità si è rivelata essere una scelta intelligente per perseguire obiettivi finanziari di lungo termine. Per i Millennial che, magari, non hanno conosciuto i crolli dei mercati della Crisi Finanziaria del 2008-2009, gli eccessi di oggi potrebbero essere addirittura più preoccupanti. A chi invece investe con obiettivi a 5, 10 o 30 anni, suggeriamo tre motivi che spiegano perché si dovrebbe evitare di prendere decisioni d'investimento sulla scia dell'emotività.

1. Storicamente i mercati hanno dato prova di resilienza: Nonostante, nei decenni, abbiano dovuto affrontare guerre, epidemie, calamità naturali, recessioni e crisi finanziarie, negli ultimi trent'anni i mercati hanno comunque continuato a salire. Considerate, per esempio, come sia cresciuto, nei trent'anni fino al 28/2/2020, un ipotetico investimento di 10.000 dollari in azioni e obbligazioni.

Cumulative Growth of $10,000
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Informazioni fornite a solo scopo illustrativo. I periodi scelti si riferiscono all'intervallo tra l'inizio del drawdown e il massimo drawdown e il periodo della ripresa. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), FactSet

2. Storicamente, passare all'incasso ha significato perdere le opportunità successive: Gli investitori che si fanno prendere dal panico e disinvestono rimangono spesso esclusi dalla possibilità di beneficiare dell'eventuale rimbalzo successivo dei mercati. Facendo sempre riferimento alla crescita di un ipotetico investimento di 10.000 dollari nell'indice S&P 500®, pensate che cosa avrebbe significato restare esclusi dai 25 giorni migliori del mercato azionario USA degli ultimi trent'anni.

Cumulative Growth of $10,000
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I 25 giorni migliori dell'indice S&P 500 TR USD tra il 31/12/1987 e il 31/12/2019. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), Morningstar MPI.

Adesso osservate l'andamento dei rendimenti del mercato azionario USA dopo i 10 mesi peggiori dal 31/12/1985 al 31/12/2019. Gli investitori che avessero venduto durante quei mesi turbolenti sarebbero rimasti esclusi dal recupero dei mercati dei mesi o degli anni successivi.

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La tabella mostra le 10 performance più negative dei rendimenti mensili dell'indice S&P 500 TR USD tra il 31/12/1985 e il 31/12/2019. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), Morningstar MPI.

3. Il tempo sta dalla vostra parte: Per chi investe nel lungo periodo, è opportuno ricordare che non è una questione di "tempismo" ma, semplicemente, una questione di tempo. Pensate a come, storicamente, la scelta di rimanere investiti abbia permesso di accumulare progressivamente i risultati. Questi ipotetici investimenti di 100.000 dollari nell'indice S&P 500® per 20 e 30 anni evidenziano, al 31/12/2019, una crescita significativa, nonostante il mercato abbia registrato vari eventi di volatilità a breve termine.

$100,000 Hypothetical Investment in the S&P 500 Index over 30 Years
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Informazioni fornite a solo scopo illustrativo. Gli indici non costituiscono investimenti, non sono soggetti a commissioni e oneri e non sono sottoposti a gestione professionale. Non è consentito investire direttamente in un indice. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri.
Fonte: Natixis Portfolio Research & Consulting Group (PRCG), FactSet

Lo S&P 500® Index è un parametro di misura della performance del mercato azionario statunitense. È un indice "unmanaged" costituito da 500 titoli ordinari selezionati, tra l’altro, in base a capitalizzazione, liquidità e settore di appartenenza. Misura anche la performance del segmento Large Cap del mercato azionario USA.

Bloomberg Barclays U.S. Aggregate Bond Index è un indice 'unmanaged' che raggruppa il mercato delle obbligazioni registrate presso la SEC aventi queste caratteristiche: obbligazioni Investment Grade in USD, a tasso fisso e soggette a tassazione. L'indice comprende obbligazioni emesse dal Tesoro, da enti governativi, da emittenti societari, mortgage-backed securities, asset-backed securities e collateralized mortgage-backed securities.

Tutti gli investimenti (azionari, obbligazionari e alternativi) comportano rischi, tra cui la possibile perdita del capitale. Non si garantisce che gli investimenti raggiungano i propri obiettivi di performance o che si possano evitare le perdite.