Introduzione Il 2026 si appresta a essere un punto di svolta per i mercati globali, spinto da una nuova ondata di mega-IPO nel settore tecnologico e dell'intelligenza artificiale, comprese quelle di OpenAI e Anthropic. Questa tendenza è già stata avviata dall'IPO di SpaceX.
Il 2026 potrebbe essere l'anno delle mega-IPO più attese: SpaceX, Anthropic, OpenAI... soprattutto nel settore tecnologico. Questo scenario potrebbe influenzare il comparto del private equity nel suo complesso, e in che modo?
La quotazione di SpaceX è stata un evento di portata massiccia. La domanda degli investitori è stata eccezionalmente forte, spingendo la valutazione a livelli molto ambiziosi. Tuttavia, i primi giorni di negoziazione sono stati contrassegnati da una significativa volatilità, con forti oscillazioni dei prezzi che hanno riflettuto sia l'entusiasmo sia l'incertezza. Questa dinamica ha evidenziato il rischio di valutazioni eccessive e la rapidità con cui i mercati quotati possono riprezzare anche gli asset più iconici.
La scala di queste operazioni è senza precedenti. Insieme, queste IPO potrebbero rappresentare trilioni di dollari in capitalizzazione di mercato e generare oltre 100 miliardi di dollari di proventi. Si tratta di cifre che rivaleggiano con diversi anni di attività di IPO sostenute da venture capital negli Stati Uniti. Nel breve termine, questa concentrazione sta escludendo il più ampio mercato delle IPO e reindirizzando il capitale istituzionale verso un numero limitato di grandi operazioni.
Se queste IPO registreranno buone performance, potrebbero convalidare le valutazioni sull'IA, sostenendo la fiducia dei Limited Partner (LP) e la raccolta fondi (fundraising). Se invece dovessero deludere, rischierebbero di estendere l'attuale fase di ricalibrazione delle valutazioni e le tensioni sulla liquidità ai portafogli di venture capital e di late-stage private equity. La performance post-IPO sarà quindi decisiva per le valutazioni, la fiducia degli investitori e per il prossimo ciclo di raccolta fondi nei mercati privati.
Molti fondi di credito privato, specialmente negli Stati Uniti, hanno dovuto limitare i riscatti di recente. Ritiene che questo rischio possa estendersi ad altre aree geografiche e asset class? Ciò mette in discussione la validità del modello di fondo evergreen per i fondi di private asset destinati alla clientela retail?
I recenti eventi di riscatto e l'applicazione di limiti ai rimborsi (gating) nelle BDC (Business Development Companies) statunitensi – veicoli di investimento quotati che finanziano società private principalmente attraverso l'erogazione di prestiti – erano attesi dal nostro team. Queste piattaforme sono state infatti sempre più esposte negli ultimi mesi, figurando spesso nei dibattiti riguardanti le tensioni sul credito. Ciò, unito alle più ampie preoccupazioni sul debito privato, alla volatilità del mercato azionario e all'incertezza nel settore tecnologico, ha innescato significativi deflussi di capitale da parte degli investitori di tali fondi.
Al contempo, livelli record di capitale non ancora richiamato (dry powder) sollevano interrogativi sul rigore nei criteri di sottoscrizione finanziaria (underwriting). Sebbene la leva finanziaria rimanga prudente e i default siano contenuti, la qualità del credito è sotto pressione, con un incremento dei declassamenti dovuti a ristrutturazioni e all'uso di soluzioni payment-in-kind (PIK). Si tratta di una modalità di pagamento degli interessi in cui il mutuatario non paga in contanti, ma aggiunge gli interessi maturati al capitale del prestito, aumentando il debito nel tempo. Un aumento dell'uso del payment-in-kind nel debito privato segnala tipicamente un indebolimento della qualità creditizia, in quanto accresce la leva finanziaria, maschera le difficoltà del debitore e può aumentare il rischio di default nel tempo.
Un elemento chiave emerso, oltre alla qualità degli attivi, è l'importanza della costruzione del fondo. Le riserve di liquidità, la stabilità dei flussi di cassa e i periodi di preavviso per i riscatti sono fattori critici. Di conseguenza, manteniamo un atteggiamento cauto sul debito privato statunitense. Privilegiamo il debito privato europeo e diamo la priorità a specialisti del credito esperti e dotati di una solida cultura del rischio.
Questi eventi non mettono in discussione la validità dei fondi di private asset di tipo evergreen, ma ci ricordano che questi veicoli sono intrinsecamente illiquidi. È quindi fondamentale essere estremamente chiari con gli investitori: un fondo che investe nei mercati privati non offrirà mai la stessa liquidità di un ETF quotato, e la comunicazione commerciale deve essere il più chiara e trasparente possibile su questo punto.
Quali sono le Sue prospettive per ciascuna classe di private asset per il resto dell'anno?
Il contesto economico rimane caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche, recentemente aggravate dalle tensioni in Medio Oriente e dal loro impatto sui prezzi dell'energia, in un quadro in cui le catene di valutazione globali continuano a riconfigurarsi. La pausa nei cicli di allentamento monetario, guidata dal rischio inflazionistico, sostiene un'elevata volatilità e una più marcata avversione al rischio.
Il private equity si sta evolvendo in un contesto contrastato, caratterizzato da una ripresa graduale ma disomogenea. Dopo il rimbalzo del 2025, l'inizio del 2026 ha evidenziato la sensibilità del mercato agli shock esogeni, con un rallentamento dell'attività di transazione e persistenti difficoltà nella raccolta fondi.
Le valutazioni rimangono elevate ma sempre più differenziate, mentre la creazione di valore si affida maggiormente alla performance operativa. Le condizioni per le uscite (exits) stanno gradualmente migliorando, mentre il mercato secondario si sta affermando come uno strumento chiave per la gestione della liquidità.
Il venture capital rimane concentrato su temi strutturalmente interessanti come l'intelligenza artificiale, la transizione energetica e le scienze della vita. In questo nuovo contesto, la creazione di valore è sempre più guidata dalla crescita dell'EBITDA delle società in portafoglio, con un ricorso decisamente inferiore alla leva finanziaria e all'ingegneria finanziaria.
Il debito privato, pur offrendo ancora rendimenti interessanti, opera in un contesto nuovo e più incerto. I tassi più elevati continuano a sostenere il rendimento cedolare (carry), ma sono accompagnati da un graduale deterioramento di alcuni indicatori di rischio. Le tensioni osservate in selezionati emittenti statunitensi e i timori sulla liquidità di alcuni veicoli retail hanno riacceso i dubbi su questa classe di attivi. Per contro, il mercato europeo appare più resiliente, sostenuto da una base di investitori maggiormente istituzionale, sebbene la selettività rimanga essenziale in un contesto di crescente dispersione.
Le valutazioni delle infrastrutture si sono stabilizzate e rimangono sostanzialmente in linea con le medie storiche. Questa classe di attivi continua a beneficiare di tendenze strutturali favorevoli, in particolare legate alla transizione energetica e allo sviluppo delle infrastrutture digitali. Il segmento mid-market continua a offrire punti di ingresso interessanti, mentre il debito infrastrutturale mantiene un profilo di rischio-rendimento molto interessante.
I mercati immobiliari (real estate) mostrano alcuni segnali di ripresa, con un graduale aumento dell'attività di transazione. Tuttavia, lo slancio rimane fragile e strettamente legato all'andamento dei tassi d'interesse. Le tendenze sono ancora disomogenee tra i vari segmenti. Il settore sanitario, il residenziale specializzato e i data center continuano a beneficiare di forti spinte strutturali, mentre il settore alberghiero si sta stabilizzando e lo slancio del settore commerciale (retail) si sta moderando dopo il recente rimbalzo. La logistica si trova ad affrontare fondamentali più deboli, mentre il settore degli uffici prosegue il suo graduale riequilibrio.
Quali sono gli aspetti che La entusiasmano maggiormente nei mercati privati per il resto dell'anno?
Ciò che trovo particolarmente interessante nei mercati privati per la restante parte dell'anno è la profondità delle opportunità strutturali nei vari settori. Nel venture capital, seguiamo da vicino tutto ciò che riguarda la sanità e l'intelligenza artificiale, ambiti in cui l'innovazione sta accelerando rapidamente, supportata da forti motori di crescita a lungo termine.
Al contempo, l'attuale contesto geopolitico e le tensioni persistenti sui mercati dell'energia e del petrolio accelereranno probabilmente la transizione verso le energie rinnovabili, creando opportunità nel settore delle infrastrutture, del private equity e del debito privato.
In tale scenario, le strategie multi-private asset acquistano ancora più significato oggi. Disporre di un gestore in grado di allocare dinamicamente tra classi di attivo, settori e aree geografiche, selezionando i giusti General Partner (GP), è fondamentale per costruire un portafoglio resiliente a lungo termine che si adatti ai cicli economici e alle trasformazioni strutturali.
Inoltre, vediamo salire alla ribalta fondi evergreen ben strutturati, caratterizzati da processi di gestione robusti e, soprattutto, da solidi presidi sul fronte della liquidità. Questa capacità di rimanere selettivi, flessibili e diversificati rappresenta, a mio avviso, una delle modalità più efficaci per navigare nell'attuale contesto dei mercati privati.